L’intreccio profondo Mass Media-Giustizia. Special Guest Avv. Solange Marchignoli

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Non so se ci avete mai riflettuto, ma oggi sembra che tutto sia opinabile, anche la più vera verità di un mare color blu. Ma la cosa a mio avviso più triste è che dire bugie spesso è diventata la nuova verità e va bene a molti perché è più comoda magari…

Per fortuna ho avuto un’ educazione basata sull’onestà e anche se spesso nel breve vedo “vincere” persone che non hanno alla base questo principio, so che sul lungo periodo,  andare dritti porta buoni frutti quanto meno per dormire sonni sereni. Capita però che per vicessitudini dettate dalla sfortuna incastrate magari con un po’ di superficialità, si incappi nel sistema giudiziario e la giustizia, o meglio la sua interpretazione, non è esattamente qualcosa di bianco o nero. Nei nostri tempi (ma credo anche in tutti gli altri..), una delle più grandi difficoltà per la reciproca comprensione degli uomini è rappresentata dalle parole, che cambiano significato a secondo che stiano sulla bocca degli uni o degli altri.

E sono le stesse difficoltà che si hanno nell’interpretazione della “giustizia”, parola che si trova sulle labbra di tutti, non soltanto con piccole differenze di significato, ma a volte addirittura opposto. E per la “giustizia”, oltre a queste già non facili difficoltà, si aggiungono a complicare la visione, quando parliamo di processi, i media-communications.

La mia fortuna è un’amica-sorella lo ammetto, Solange Marchignoli, colei che riesce a spiegarmi senza linguaggio giuridico, certi processi complicati e di grande attenzione mediatica o il senso (o non senso) logico di certe sentenze.

Lei è un’anima creativa e leggera racchiusa in uno scrigno sfaccettato di legge e filosofia della giustizia. Un avvocato di immensa professionalità trasversale mixata ad una sensibilità che a fatica nasconde. Ripongo grande stima in lei per come svolge il suo lavoro e ovviamente le voglio molto bene per tutto il nostro vissuto di quasi 20 anni di vita.

E così ho deciso di invitarla a parlare del processo di Erba, processo mediatico di cui lei è parte del pool di avvocati Un processo dove forse si è lasciato molto spazio ai media e meno al rispetto delle persone e della verità…

Magari l’avete vista con Azuz, proprio una decina di giorni fa in occasione dell’udienza dibattimentale che lo vede imputato del reato di calunnia nei confronti di Rosa e Olindo soltanto per aver dichiarato la loro innocenza.

Prima di lasciarle la parola vi invito a mandarci qualche domande ai contatti che trovate in basso e a cui risponderemo nella diretta di lunedì 09/12 alle h.19.

 “In effetti cara amica mia, il tema della verità e’ ancor più complesso nel mondo della giustizia rispetto a quello che avviene nella realtà quotidiana. In quest’ultima,  infatti, il vero si contrappone al falso e ciascuno crede di essere sempre nel giusto.

Nella giustizia, invero,  gli attori (intendendo l’accusa, la difesa, l’imputato, la vittima il Giudice) dovrebbero, in nome della legge, convergere verso un’unica verità da tutti condivisa, anche quando sostengono posizioni diverse.

Tecnicamente, questo è ciò che definiamo “sentenza passata in giudicato”,  decisione che diventerebbe una verità incontrovertibile. Nessuno spazio per mettere in dubbio la sua graniticità, tanto è vero che oggi Azouz Marzouk, di cui sono il difensore di fiducia insieme a Luca D’Auria, è a processo per calunnia per il solo fatto di aver messo in discussione, attraverso un atto giuridico depositato in Procura Generale, la colpevolezza di Rosa e Olindo.

Oggi che i media e i social network hanno creato un mondo in cui la comunicazione sembra vivere di vita propria, diventa ancora più difficile distinguere la verità dalla menzogna. Io stessa, quando interagisco coi media per raccontare le vicende della giustizia, mi rendo conto di come gli interessi del pubblico possano confliggere con le ricostruzioni processuali. E questo è un gioco pericoloso^. Il tema come ha spiegato anche la mia amica Sol.. è complesso e ne parleremo insieme a voi nella diretta rispondendo anche alle vostre domande ma chiuderei con una frase che riassume perfettamente il senso d’ impotenza che a volte percepiamo leggendo i giornali o ascoltando la TV sui processi in essere: “Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia”.

DIRETTA INSTAGRAM H.19 LUNEDI’ 09 dicembre 2020 …STAY TUNE!

Potete mandare domande con un messaggio sui profili:

Di |2020-12-04T21:24:38+01:004 Dicembre 2020|Connect|0 Commenti

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