DI CHE COLORE E’ LA FELICITA’?

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Well Being ne avrete sentito parlare?

Well being significa benessere ma per quanto rappresenti un concetto fortemente poliedrico e multi dimensionale (che attraversa simultaneamente questioni etiche, politiche, sociali, economiche nonché filosofiche e culturali),  il Well Being può essere definito come la piena realizzazione della «bontà» degli elementi costitutivi dell’esistere di una persona, visti nella prospettiva del suo benessere personale, considerato rispetto ad otto dimensioni che sono: standard materiali di vita (reddito, consumi e ricchezza), salute, istruzione, attività personali (compreso il lavoro), opinione politica e governo, integrazione e relazioni sociali, ambiente ed infine, sicurezza (sia economica sia di natura fisica).

Quindi riassumendo, un benessere che coinvolge sia il corpo ( “stare bene”) che la mente (“esistere bene”).

Il Well Being spesso viene associato al concetto di felicità o alla soddisfazione di vita ma in realtà è molto di più e viene definito da due psicologi ricercatori Ryff e Singer, come:

“ Il tentativo di raggiungere l’ottimizzazione mediante la realizzazione delle proprie potenzialità ” amore, love

 Un concetto che dovrebbe interessare tutti noi ma soprattutto i genitori che dovrebbero ascoltare e potenziare questo benessere nei loro figli e le aziende, in cui i dipendenti, stando bene aumenterebbero la loro produttività.

Da qualche anno si parla di WELFARE AZIENDALE ma ancora oggi, in Italia, la felicità è un benefit, che purtroppo troppe aziende non considerano. Negli Stati Uniti, dove la felicità del dipendente è tutelata a livello legislativo, sempre più aziende hanno introdotto al loro interno la figura del “Manager della felicità”.

coppia, amore, cicli, amore da favola, soffrire per amore

Senza arrivare all’inserimento di una figura similebasterebbe mettere in atto qualche piccolo accorgimento, che spesso non prevede alti investimenti monetari, per rendere il luogo di lavoro, un posto più felice.

In un’epoca come questa infatti, dove le persone non sono mai totalmente soddisfatte per quello che hanno…e accumulano problematiche familiari e personali,

le aziende possono offrire un palliativo a tutto questo attraverso un sistema di well Being, un benessere psicofisico, ma anche finanziario, dei dipendenti.

L’individuo che sta bene sia psicologicamente che fisicamente, può sfruttare al meglio le sue capacità professionali ed emotive,

Ormai le aziende,  non possono più quindi limitarsi a far sì che il dipendente raggiunga il benessere economico solo con premi e aumenti di retribuzione, ma deve occuparsi della sfera psico-fisica dello stesso e direi che la motivazione è una base di partenza molto importante.

La motivazione infatti come già ho scritto  nel mio articolo qualche mese fa (clicca qui), muove l’entusiasmo che genera energia positiva e ci fa ritrovare in uno stato di felicità che ci porta a dare il massimo. I

Credo nell’ auto-motivazione ma so che, avendo davanti a me come “alter ego” (nello sport come nella vita lavorativa), qualcuno che sa aumentare il mio entusiasmo, potrei ottenere l’ottimizzazione di cui parlavo all’inizio che è decisamente ad un livello più alto dello stato di felicità.

E’ così che si raggiungono gli obiettivi con un tempo più veloce e al meglio, in qualsiasi ambito dallo vita ma spesso purtroppo chi è sopra di noi, non è in grado di valutarne l’importanza.

È risaputo che in generale chi è triste non è produttivo per l’azienda, e non fa altro che provocare un circolo vizioso di negatività a partire da assenze e scarso impegno.. Dipendenti più felici saranno invece, più propositivi, produttivi e collaborativi e come conseguenza, diminuiranno costi e problematiche aziendali.

A me sembra semplice. Nelle aziende come nella vita, bisogna accendere nelle persone (dipendenti, collaboratori, bambini, atleti…), il motore del “voler fare” e la motivazione al contrario dell’Azione Esterna (che fa leva sulla paura o sulla gioia momentanea di chi lavora o fa sport, ha un innesco interno, appunto una sorta di motore che si autoalimenta e la benzina del motore è rappresentato dall’intrinseco bisogno di crescita delle persone.

Non è difficile…

Di |2020-06-12T17:13:14+02:0012 Giugno 2020|React|0 Commenti

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